Un sorriso radioso
(Rivisitando MODELLI DI DONNA di A. GRANDEZ)

Non ricordo più l'ultima volta che riuscii ad infilarmi un paio di jeans taglia 44. Questo non avrebbe molta importanza se non fosse che la mia taglia ormai è in continua oscillazione tra la 46 e la 48. Ed essendo alta un metro e sessantotto non posso definirmi 'snella', tuttalpiù, con una buona dose di umorismo, potrei definirmi 'formosa'. Solo che quando ho la 'luna di traverso', e la dose di 'houmor' dimuisce vertiginosamente, la 'taglia' mi pesa e mi manda in crisi. Devo confessare che ultimamente ciò si verifica con molta frequenza.
«Ciao! Sono Doriana, in chat
'Anima 69'» mi salutò con un sorriso radioso, da far invidia
alla pubblicità di un dentifricio. «Chi sei?»
Rimasi stupita nel vedermela di
fronte, con una mini vertiginosa che metteva in evidenza la sua
snella figura. Confesso che la sua bellezza mi diede fastidio,
tuttavia allungai la mano.
«Be', io... sono 'La Tigre'...»
«Ah, sì! Benvenuta!» mi
interruppe, mentre continuava a sorridere, mi fece cenno di
seguirla.
«E così tu saresti... la mia
'rivale'?», disse con una punta di sarcasmo, e poi mi ripagò
con un «bevi qualcosa?».
«Un bitter, grazie.»
«Un bitter e un Coca light...»
disse rivolta al bar.
Ma che 'dieci piani di
morbidezza', pensai tra me.
Doriana aveva gli occhi verdi, i
capelli biondi, alta poco più di me, ma in larghezza, be'...
lasciamo perdere, e quando camminava sembrava una gazzella.
Mentre bevevo il bitter, mi mise al corrente della sua passione
per l'aerobica, la vela e la recitazione, Così riuscì a capire
dove diavolo avesse imparato a sorridere così professionalmente.
Nel frattempo giunse anche Luca,
lo capimmo sentendo alcuni ragazzi esclamare: «Ecco quel matto
di 'Cuore Nomade'». Doriana gli andò incontro, lo salutò e lo
baciò sulla guancia. Lui rimase colpito dalla sua bellezza e
parve impacciato mentre sorrideva.
«Vieni Luca, che ti presento 'La
Tigre'.»
«Ciao, sono Luca.»
«Piacere Manuela.»
Luca era un bel ragazzo, alto, con
un fisico atletico, con i capelli lunghi e una faccia pulita.
Iniziò così la mia prima
partecipazione ad un 'Easy party'. Lei, Doriana, era la figlia
del proprietario del Ristorante 'L'Ultimo Piano', in cui si
teneva la suddetta festa. Ma era soprattutto la mia 'rivale' in
quanto ci giocavamo le simpatie di Luca nella chat Easy.
Durante il continuo della Festa,
per altro piacevole, Doriana recitò incontrasta il ruolo della
'reginetta', aiutata in questo dai tanti ragazzi, che
stupidamente pendevano dalle sue labbra. Ma si vedeva lontano un
chilometro, che il suo personaggio era 'fabbricato', così come
la sua apparente simpatia e il suo sorriso.
Io cercai in vari modi di metterla
in difficoltà, coinvolgendola in argomenti, su cui la vedevo
poco preparata e in cui sembrava perdere la sua sicurezza, ma lei
riuscì sempre a salvarsi, grazie alla compiacenza di alcuni
ragazzi, pronti a correre in suo aiuto. Lei peraltro non si
lasciava sfuggire nessuna occasione per mettere in risalto la
bellezza del suo corpo. Fra di noi era ormai 'battaglia' a
bordate di cannone.
«Sai Manuela» mi disse davanti a
tutti. «Secondo me dovresti portare la mini, ti darebbe un'aria
più graffiante.»
«Una minigonna come la tua o come
un 'bolide' di formula uno?» risposi lentamente, per far
risaltare la sua insolenza.
«Come una donna normale» disse.
«Non sono i centimetri di una
gonna a dare la 'misura' della normalità di una donna»
replicai.
«Ah! Comunque non dovresti usare
reggiseno rinforzato ti dà un'aria tozza» insistette lei.
«Non por-to reg-gi-se-no
rin-for-za-to» risposi in modo sillabato, per far sì che ogni
sillaba suonasse come una frustata.
«Intendi dire che è tutta roba
tua?» rispose con aria canzonatoria.
«Sicuro!» replicai stizzita, fra
le risate.
Crepa, ripetei dentro di me,
perché nonostante le risa di ammirazione dei presenti, aveva
colpito il mio amor proprio. Però avevo notato, con piacere, che
alcune ragazze erano apertamente schierate dalla mia parte e
anche Luca, al quale lei stava sempre vicino, aveva avuto verso
di me sguardi di approvazione e d'intesa.
Durante la cena, notai che Doriana
mangiava nello stesso modo professionale con cui camminava e
sorrideva. Beveva acqua naturale e masticava lentamente e a
lungo. In quel preciso istante sferrai il mio attacco, dicendole:
«Doriana, mastichi sempre così
tanto il cibo? Sembri una macchina da cucire...» la mia frase fu
sottolineata dalle risate dei 'chatters'.
«Per non ingrassare, ogni boccone
mastico trenta volte», ribatté «piuttosto...» fece una pausa
per trovare le parole per proseguire «...tu mangi sempre così
tanto?»
Alcune risate accompagnarono la
sua 'bordata'.
«No... non sempre», replicai
sorridendo «quando sono di buon umore, mangio il doppio...
perché sei invidiosa?»
Fu un colpo da ko. Il fragore e la
durata delle risate, misero fine alla nostra 'schermaglia
dialettica'.
Al termine della cena Luca
venne a sedersi accanto a me, lasciando Doriana visibilmente
stizzita. Mi disse: «Manuela, sei un 'mostro' di simpatia».
Sorseggiando birra, incominciammo a parlare e a conoscerci
meglio. Lui mi parlò della sua passione per la musica, che io
condividevo. Io gli parlai delle mie letture, notando con
piacere, che pure lui le apprezzava. Poi scoprimmo la nostra
comune passione per la montagna. Quindi ricordò di quando era
bambino, del suo cagnolino e di quando a scuola era una 'frana',
mentre io rammentai del mio gattino, di quando facevo 'pipi'' a
letto e dei bei voti che prendevo a scuola. Infine lui mi
confessò del suo rapporto, finito male, con una ragazza di
Milano e io gli raccontai che qualche mese prima avevo lasciato
il mio fidanzato. Alla fine mi disse che gli piacevano i miei
capelli corti e io gli dissi che non stava male con i capelli
lunghi.
I suoi occhi si soffermavano
sempre più frequentemente nei miei e brillavano di una luce
proveniente dall'anima. Finché le nostre bocche si unirono in un
bacio.
«Forse siamo un po' ubriachi»
dissi io.
«Forse siamo solo felici»
rispose lui.
Alla fine della festa decidemmo di andarcene assieme, dopo esserci accommiatati, salutando tutti i presenti. Prima di uscire, mi voltai indietro e l'ultima immagine che rimase impressa nei miei occhi fu il volto incredulo di Doriana in cui una smorfia di stupore aveva preso il posto di un sorriso radioso.
