CIOCCOLATO FONDENTE

Era da più di un'ora che un violento temporale imperversava sulla città, il tuono si susseguiva con cadenza quasi ritmica e con incessante fragore. Valentina rannicchiata sul divano, stava leggendo un libro, ma non riusciva a concentrarsi nella lettura e nervosamente ricominciava da capo ad ogni capoverso.
Boss, il suo piccolo cocker, spaventato dal rumore del tuono, aveva trovato rifugio fra le sue gambe e la guardava con gli occhioni spalancati, emettendo ogni tanto qualche lamento. Decise di abbandonare la lettura e si mise ad accarezzare il piccolo cane per tranquilizzarlo. Il cucciolo sembrò apprezzare le sue premure e contraccambiò leccandole la mano.
Poi Valentina si accese una sigaretta ed osservando le nuvolette del fumo salire verso il soffitto, pensò che in fondo l'inclemenza del tempo rispecchiava appieno l'evolversi della sua vita, che era stata ultimamente, teatro di un vero e proprio nubifragio.
Il suo matrimonio con Luigi era andato a rotoli ed erano ormai tre mesi che, con grande tormento, viveva da sola. Il fardello del suo dolore e della sua solitudine, non accennava a diminuire. Aveva trentatrè anni, non aveva figli, ma per quanto cercasse di sforzarsi per iniziare una nuova vita, non riusciva a calarsi nella sua nuova realtà. Aveva amato molto Luigi e probabilmente l'amava ancora, anche se ora il suo sentimento si era intriso di delusione e rabbia.
Tre anni trascorsi insieme, equivalevano a trentasei mesi, oppure a centosessantadue settimane ed anche a millenovantacinque giorni. Dallo stereo uscivano le note di "Mille giorni di te e di me", una canzone di Baglioni e quelle parole facevano aumentare la sua tristezza.
Luigi l'aveva lasciata per un'altra donna, una ragazza più giovane e più bella di lei. Pensava a lui e lo immaginava fra le braccia dell'altra e il dispiacere le faceva contorcere lo stomaco. Eppure lei aveva sempre dato tutta se stessa. Possibile che tutto il suo amore, la sua passione, la sua dolcezza, non erano riusciti ad evitarle di finire come un'auto usata che si cambia per una nuova. Proprio questo era il suo stato d'animo, si sentiva usata e gettata.
Uno stronzo, ecco cos'era pensava Valentina con disprezzo uno stronzo dal cuore arido, un superficiale senza nessun rispetto per i sentimenti, un'idiota senza nessuna sensibilità. A lui aveva sempre dato tutta la libertà possibile, pur sapendo che si concedeva delle avventure. Aveva sempre fatto finta di niente pensando che sarebbero servite a placare il suo stupido orgoglio maschile, il suo narcisismo e a renderlo più maturo, più sicuro, più responsabile. Ma non aveva raggiunto nessuno risultato.
Era pentita di non aver accettato l'invito di Sandra, la sua collega di lavoro, che tanto aveva insistito per una pizza in compagnia. Nel frattempo il temporale era finalmente cessato ed era tornata la calma. Valentina andò in cucina, seguita dal suo affettuosissimo cucciolo, e si preparò un caffè. Mentre beveva, segnava su di un foglietto le cose da comprarsi il giorno dopo: pane, latte, verdura, frutta, poi aggiunse cioccolato e sottolineò la parola, in quanto le era proprio venuta una gran voglia di cioccolato, quello fondente come piaceva a lei.
Sorrise del suo improvviso desiderio e riflettendo si convinse che anche per lei era giunto il momento di voltare pagina. Basta, non sarebbe più rimasta in casa a rimpiangere il passato ed a curarsi le ferite. Sarebbe uscita con Sandra, avrebbe conosciuto nuove persone, avrebbe ricominciato lentamente una nuova vita. Anzi l'indomani stesso, sul lavoro, gliene avrebbe parlato.
Gironzolando per casa, si accorse di vederla con occhi diversi, nel salone il suo sguardò cadde sulla tappezzeria, aveva bisogno di essere cambiata. Si immaginò la stanza tappezzata a nuovo con parati di colore giallo-ocra. Poi pensò ad una pianta da mettere nell'angolo accanto alla finestra.
Presa dall'entusiasmo, prese carta e penna, mettendosi a segnare accuratamente tutti i cambiamenti che aveva in animo di fare e le cose che voleva comprare per dare un volto nuovo all'arredamento. L'analisi si protrasse a lungo, ma alla fine, Valentina aveva stilato un vero e proprio progetto, comprensivo dei costi, pur se approssimativi, e del tempo occorrente per portarlo a termine.
Quella sera quando si coricò, a farle compagnia non erano i soliti tristi pensieri, bensì nuovi progetti per il futuro.La sera seguente, sedute al tavolo di una pizzeria, Valentina e Sandra, stavano conversando tra di loro. L'argomento cadde sulle chat di Internet, vere "passioni" di Sandra.
«Ma dai Sandra» disse Valentina «Non mi dire che tu consideri una "cosa seria" queste chat. Sicuramente saranno composte da ragazzini e cretini della peggior specie.»
«Vedi Vale», replicò Sandra «è vero che in chat ci sono dei buontemponi e anche dei "cretinetti", ma questi ne fanno un uso saltuario, tanto per farsi due risate. La maggioranza degli utenti, invece, si comportano diversamente ed usano la chat, come un vero e proprio luogo d'incontro e di conoscenza con altre persone. Se tu sapessi quante storie di amicizia e amore sono iniziate grazie a conoscenze prima "virtuali" e successivamente "reali" , avresti un'altra opinione in merito.»
«Vorresti farmi credere», rispose Valentina «che queste chat, ti permettono di conoscere persone a posto? Ne dubito, anzi, sono convinta che abbiano ragione gli spicologi quando affermano che il mondo virtuale di Internet allontani dalla realtà e porti all'isolamento. Credo sia tutta gente con dei "problemi" fisici o mentali.»
«Isolamento! Ma che parole! Internet non è un'isola», disse Sandra ridendo «al massimo si può considerare come una penisola, né più né meno come l'Italia, in cui una parte confina con la terraferma, che in questo caso è rappresentata dalla realtà e dagli altri lati è bagnata dal mare. Con l'unica differenza che anziché i mari italiani, in rete ci sono mari che possiamo chiamare "curiosità", "fantasia", "romanticismo", "solitudine", "diversità". E non essere severa nel giudicare, perché se tu consideri questi dei "problemi", allora l'egoismo, la superficialità e la mancanza di sensibilità cosa sono, dei "rompicapo"? In fondo anche tu ora sei una persona sola... Ascoltami questa sera ci colleghiamo assieme, così ti fai un'idea. Poi se proprio non ti piace sei liberissima di non farlo più. D'accordo?»
«E va bene Sandra, voglio darti ascolto.»
Così quella sera "chattando" assieme a Sandra, che era ormai esperta e sapeva già con chi valeva la pena di parlare e chi invece era meglio lasciar perdere, ed era pure in grado di darle informazioni su molti utenti a lei già noti, Valentina ebbe una visione diversa della chat. Anzi riuscì a farsi coinvolgere e divertirsi al punto che fecero le ore piccole davanti al computer.
Sandra invitò Valentina a fermarsi a dormire a casa sua. Restarono sveglie fino a tardi a chiacchierare. Valentina mise al corrente Sandra dei suoi progetti sull'arredamento, ricavandone approvazione e incitamento dall'amica. Ma l'argomento principale delle loro conversazioni fu ovviamente la "chat". Sandra le parlava delle esperienze avute, delle persone conosciute, delle feste a cui aveva partecipato e Valentina ascoltava con molto interesse.
«E questo Sandro, di Vicenza, proprio non lo conosci?»
«No. Non ho mai avuto occasione di vederlo. Di lui so che ha trentotto anni, è chimico in una azienda vinicola. Sembra un tipo simpatico ed in lista si vede spesso».
«Sai che sono ansiosa di conoscerlo?» disse Valentina.
«Eh sì, questo l'avevo capito», rispose Sandra sorridendo «ma stai tranquilla, vedrai che domani ti telefonerà, così avrete modo di conoscervi meglio e magari prendere accordi per un incontro.»
Così Valentina, cominciava a pensare al suo avvenire. Probabilmente questo incontro non avrebbero segnato l'inizio di una nuova storia d'amore, forse sarebbe stato soltanto una serata trascorsa in compagnia di un nuovo amico o addirittura avrebbe potuto rivelarsi una serata noiosa, ma sicuramente rappresentava l'inizio di una nuova vita, di un nuovo cammino verso il futuro.